Caffè e cuore: tra verità e falsi miti

Da anni assistiamo a una serie falsi miti sul Caffè, questo è dovuto sostanzialmente a una mancanza di informazioni. Ciò nonostante taluni studi odierni stanno smentendo queste convinzioni fornendo dati confortanti per gli amanti del Caffè. Il consumo moderato di caffè, sembrerebbe non essere nocivo per la condizione fisica e in certune circostanze, la caffeina, il suo fondamentale componente, può dimostrarsi perfino favorevole per la salute, in particolare quella cardiaca, e aiuterebbe, inoltre, nella pratica delle attività sportive. Secondo uno studio pubblicato su Circulation nel 2015 a cura della Harvard University chi beve caffè nella quantità da tre a cinque caffè espresso al giorno ha meno possibilità di morire precocemente per patologie del cuore e ictus rispetto a individui che consumavano una limitata quantità di caffè o che non lo assumevano proprio. Bisogna altresì specificare che l’assunzione di una quantità di caffè superiore alle cinque tazzine al giorno incide negativamente sulla salute, aumentando la mortalità.

Infatti secondo degli studi statunitensi c’è una relazione del consumo elevato di caffè con il rischio di infarto miocardico, necessità di innesto di bypass coronarico o angioplastica e rischio di ictus; difatti in un campione di 45.589 uomini statunitensi che avevano 40-75 anni nel 1986 e che non avevano storia di malattie cardiovascolari questa relazione è emersa chiaramente.
Gli stessi risultati, riguardanti il consumo elevato di caffè, sono stati evidenziati da un’altra indagine scientifica durata due anni di osservazioni in cui 221 partecipanti hanno avuto un infarto miocardico non fatale o sono morti di malattia coronarica, 136 sono stati sottoposti a chirurgia coronarica o angioplastica e 54 hanno avuto un ictus.
Un’altra analisi divulgata nel 2013, sempre su Circulation, ha rivelato i risultati di 36 studi che hanno riguardato più di un milione di soggetti.
Anche in questo caso si è evidenziato che chi fa uso moderato (si intende sempre dai tre ai cinque tazzine al giorno) di caffè ha meno probabilità di sviluppare patologie cardiovascolari rispetto a coloro che non assumono caffè. Certo alcune opinioni sul caffè corrispondono alla realtà come quella che il caffè provoca l’insonnia se assunto nel pomeriggio, ma bisogna considerare l’orario dell’assunzione. La caffeina è uno stimolante. Tuttavia, la caffeina che si consuma nella tazza dopo pranzo viene elaborata attraverso il fegato ad estrema velocità e quasi tutta (circa il 75 percento) viene espulsa dal vostro corpo entro quattro o sette ore. Quindi, se si beve la seconda tazza alle 3 del pomeriggio, è completamente svanita prima di andare a letto. Riguardo alle altre proprietà del caffè, gli effetti stimolanti della caffeina possono leggermente aumentare il metabolismo, ma non abbastanza da intaccare la dieta, specialmente in termini di perdita di peso a lungo termine. La caffeina può ridurre il desiderio di mangiare per un breve periodo, ma non ci sono prove sufficienti per dimostrare che il consumo a lungo termine aiuti la perdita di peso.

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