
“Non bere il caffè, sei troppo nervoso. Può farti male!”.
Quante volte abbiamo sentito questa frase? Infinite. Da sempre, infatti, nella cultura popolare (e a dire il vero anche medica) si è sostenuto che bere un maggiore quantitativo di caffè fosse deleterio per la nostra salute.
Questo per via degli effetti stimolanti che derivano dall’assunzione di caffeina e che per molto tempo ci hanno fatto pensare che si, il caffè facesse male se assunto in buone dosi. Non solo nervosismo, agitazione e iperattività, ma anche problemi di cuore e di ipertensione sono stati spesso associati (anche in ambito medico) alla bevanda preferita degli italiani.
Contenuti
La risposta degli scienziati
Ma arrivano risposte confortanti dalle ultime ricerche scientifiche effettuate sul tema, dopo un’analisi durata quasi cinque anni: il caffè non fa male al cuore, o meglio modifica in maniera minima su possibili problemi cardiaci.
A fare questa clamorosa e rivoluzionaria scoperta è stato il team dell’Università della California che ha condotto a partire dal 2017 una ricerca su un campione di mezzo milione di persone, per capire quale fosse la reale incidenza della tazzina di caffè sul funzionamento delle valvole cardiache.
L’indagine del team dell’Università della California ha preso in considerazione i dati presenti nel Registro Sanitario inglese secondo le dimensioni prima indicate e, dopo anni di studio, ha portato al sorprendente risultato.
Perché sopportiamo la caffeina in maniera diversa?
Ecco come si è sviluppata l’indagine. Prima di tutto i ricercatori hanno suddiviso i soggetti in 7 gruppi, a seconda del consumo quotidiano di tazzine di caffè. Si è partiti da chi non beveva caffè, fino ad un massimo di 6 tazzine di caffè al giorno, prendendo in considerazione chi tra i consumatori faceva uso del decaffeinato.
Il primo dato balzato agli occhi del team californiano è stato che chi geneticamente ha un metabolismo più lento per la digestione della caffeina in media ha consumato un numero minore di tazzine di caffè. Un risultato interessante che spiega perché alcune persone tendano a consumare maggiori dosi di caffeina e altre invece non riescano a sopportare anche dosi minime.
Il caffè e l’aritmia cardiaca
“Il caffè non provoca l’aritmia”, questo è il risultato principale dell’indagine su descritta. Infatti, a differenza di quanto si credeva, gli scienziati hanno confutato del tutto la teoria consolidata per cui fosse il caffè a provocare tale problema cardiaco.
Ovviamente questo non significa che da oggi in poi potremmo consumare caffè come se non ci fosse un domani, ma che assumendolo con responsabilità e cognizione di causa potremmo cancellare l’ansia di possibili effetti negativi.
Ma perché il caffè non ha effetti negativi sul cuore?
Questo succede, ha spiegato il team californiano, per due motivi: il primo è l’effetto tipico della caffeina che blocca i recettori dell’adenosina, sostanza da cui può partire l’aritmia. L’altro motivo consiste nelle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie del caffè, visto che il disturbo aritmico può nascere anche da un’infiammazione.
Conclusioni
La nostra bevanda preferita è salva: basta seguire le regole di sempre, essere cauti e non esagerare e godersi il momento, senza pesi sul cuore.
